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Storia

POSADA, dipartimento antico della Sardegna, che dicevasi la Mola di Montalbo, e dopo la sua infeudazione, Baronia di Posada, era una regione della Gallura inferiore, confinante a settentrione con la curatoria di Orfili, a ponente col Montacuto e la Barbagia di Bithi, ad austro con la curatoria di Galtelli, o Iscla di Galtelli, a levante col mar Tirreno.

Gli antichi suoi confini, colla curatoria dell’Orfili, erano sulle vette de’ monti di s. Giovanni, d’Ospola, della Luna e di Monte Longu; con quella dell’Iscla di Galtelli nello stagno di Crocorìa e di Monte Rèmule.

La lunghezza del suo littorale dallo stagno di Crocoria a Pedràmi di circa 15 miglia; la larghezza dalla spiaggia di Posada alla confluenza de’ rivi di Alà e di Onani di circa miglia 12. Sì che la sua area superficiale non sarà meno di 180 miglia quadrate.

Entro questi limiti sono la metà de’ monti, ne’ quali confinava la curatoria dell’Orfili, una parte di Montalbo, una parte di quella Remule, e il monte di Lodè; quindi molte colline, tra le quali devesi notare quella dove fu stabilita la fortezza di Posada.

Selve. Per incendii e per opera della scure i grandi vegetabili sono in poca copia, i ghiandiferi non molto frequenti fuori che in certi seni.

Selvaggiume. I cacciatori trovano in molti luoghi occupazione, e non perdono la fatica. I cervi, i cinghiali e i daini sono in gran numero, in alcuni siti alti anche i mufioni. Vedonsi nelle regioni montuose le grandi specie degli uccelli, aquile, avoltoi ecc. Le acque de’ fiumi e degli stagni sono popolate da grosse torme di uccelli. Le pernici occorrono passo passo.

Le valli maggiori sono quelle dove scorrono i rivi che formano il fiume principale, quindi quella tra Montalbo e Remule. Il fiume principale è quello che dicono di Posada, e formasi principalmente dal rivo di Alà e da quello di Onanì. Nelle stagioni piovose non potendo essere contenuto nel suo alveo poco profondo ringorga, e non contenuto da nessun argine, si sparge sopra la pianura con grandissimo danno de’ seminati e de’ poderi; e avviene talvolta che la sua corrente lasciando in qualche tratto l’antica linea, movasi sopra le terre coltivate, e scavi nelle medesime sino alla ghiaja, come avvenne nel 1832, quando nella parte della valle a settentrione del colle di Posada aprissi in tempo di gran piena un secondo canale per iscaricarsi nel mare.

Le sue foci sul Tirreno sono state sempre due, una detta d’Irvili, da una collina dello stesso nome, di cui lambe la falda australe, l’altra di Pedras-nieddas.

Il fiume di Siniscola, che formasi dalle fonti de’ monti Albo e Remule, è minore, ma in stagioni piovose porta molt’acqua.

In questo littorale le acque stagnano in più luoghi e principalmente alla parte meridionale di Posada, dove sono quattro bacini, tre piccoli ed uno maggiore, i quali complessivamente avranno un miglio quadrato di superficie.

Devesi poi notare lo stagnuolo a levante di Posa-da, lungo e stretto, formato sulla sponda da un banco di sabbia, il quale empiesi delle acque del fiume, e trovasi fra le due foci.

Dopo questi stagni così prossimi a Posada, indicherò alcuni altri, che sono al levante di Siniscola in numero di tre, e potranno insieme eguagliare un terzo dell’area d’un miglio quadrato; quindi lo stagnuolo di Capo Comino, e tra questo e quello di Crocoria, nel confine indicato, lo stagnuolo di Luca.

Delle altre cose che si voglion sapere sopra questo antico dipartimento del regno di Gallura, vedi ciò che fu scritto in quell’articolo.